Storia di Osasco
17/10/2016
Storia di Osasco

Il Comune di Osasco è situato a pochi chilometri da Pinerolo lungo la riva destra del percorso finale del Torrente Chisone prima della sua confluenza con il Torrente Pellice, sulla strada Pinerolo-Cavour, all’imbocco della Val Pellice e porta dei Comuni della Pianura Pinerolese.
L’esistenza di Osasco, sebbene il primo insediamento sia da far risalire probabilmente ai Celti, viene testimoniata solamente da documenti risalenti al XIII secolo che attribuivano il territorio di Osasco alla vicina Abbazia di Cavour.
Un documento del 1246 ci presenta Osasco fornito di Chiesa e di Parroco e feudo dell’Abbazia di Cavour. Da quanto tempo esso fosse feudo dell’abbazia di Cavour, ricostruita dal Vescovo torinese Landolfo, nel 1037, non risulta da documenti, probabilmente dagli anni che seguirono la cacciata dei Saraceni, verso il 984-985, quando fu necessario affidare all’opera di un ordine monastico questi luoghi, che, essendo stati per molti anni incolti, erano inselvatichiti.
Quando il monastero di Cavour, seguendo la sorte di tutti i monasteri, decadde, Osasco passò sotto il dominio dei Savoia per mezzo di una permuta fatta dall’Abate, col consenso del capitolo del Monastero, con Filippo di Savoia, che, avendo sposato nel 1301 Isabella figlia di Guglielmo di Ville Hardouin, ultimo dei principi di Acaia e Morea, aveva assunto il titolo di Acaia. L’atto contenuto in una lunga pergamena, conservata nell’Archivio di Stato di Torino, fu disteso nel febbraio del 1326. Acquistato Osasco il principe lo unì amministrativamente alla castellania di Bricherasio, che fu riconoscente e pagò per questo al principe una tassa particolare. Così passarono gli Osaschesi sotto il dominio di Casa Savoia e sotto di esso sempre rimasero, se si eccettuano i brevi periodi, nei quali dovettero subire un giogo straniero.  
Durante tutto il Medioevo la comunità di Osasco è intimamente coinvolta in un primo tempo nelle lotte per la supremazione sul territorio che contrapposero il principe di Acaia al duca di Savoia, e in un secondo tempo, proprio a causa della sua posizione, a tutti i conflitti che si verificarono tra lo Stato Sabaudo e la Francia. Solo nel 1814 con il ritorno definitivo sotto la sovranità di Savoia inizia un periodo di pace e prosperità.
Osasco fu sotto il dominio degli Acaia, con capitale Pinerolo, per 93 anni, e cioè dal 1325 al 1418. Le vicende di questo periodo si possono raggruppare intorno a questi avvenimenti principali:
-      la distruzione e l’incendio di Osasco del 1334 ad opera dei nemici del Principe Filippo di Acaia quali i Monferrini, gli Angioini e i Saluzzesi, in questa distruzione caddero anche il molino ed il battitore di canapa.
-      Gli eretici e l’inquisitore P. Antonio da Settimo di Savigliano: dai processi inquisitoriali del Padre domenicano Antonio da Settimo di Savigliano, il quale alzò il tribunale dell’inquisizione in San Donato di Pinerolo nell’anno 1387, risulta che in quel tempo vi erano molti eretici valdesi in Osasco. Gli eretici valdesi, i quali aderirono alla riforma con il Sinodo di Canforan presso Angrogna nel 1532, formavano, verso la fine del 500, una buona parte della popolazione. Scomparvero poi del tutto, per opera dei duchi di Savoia, nei secoli XVI e XVII.
-      l’assedio di Osasco del 1396: Osasco sotto il dominio di Amedeo di Acaia, nell’anno 1396 registra un lungo assedio, che durò oltre sei mesi, a mani del fratello Filippo II che primogenito fu diseredato crudelmente dal padre.
-      l’investitura di Osasco da parte del principe di Acaia il 14 settembre 1406 a Burone e Bonifacio Cacherano di Bricherasio. Per Osasco fu una gran data, avendo questa nobile famiglia, nel corso dei secoli, contribuito moltissimo al benessere del paese. Nulla si sa dell’origine antichissima della nobile Famiglia dei conti Cacherano d’Osasco. Secondo storici illustri essa proviene dallo stesso ceppo, che ha dato all’Italia ben tre re: Berengario II, Adalberto ed Arduino d’Ivrea. Da tre dei cinque figli di Franceschino di Cacherano derivano i tre importanti rami dei Cacherano: da Guglielmo III il ramo dei Cacherano di Envie, da Bonifacio i Cacherano di Bricherasio e da Brunone i Cacherano di Osasco. I primi due rami diedero alla Chiesa ed alla patria uomini eccellenti in virtù ed in valore.
La famiglia Cacherano d’Osasco, dal 1416, possiede in Osasco un antico e maestoso castello, che gareggia con qualunque altro in provincia.
Osasco, risparmiata dalla peste del 1486 non fu invece risparmiata da funeste invasioni nella prima metà del 500, prima gli spagnoli verso il 1520 -25 e poi i francesi nel 1536.
Tra il 1521 ed il 1525 infierì la peste, probabilmente portata o diffusa dalle soldatesche, alla quale si accompagnò la fame. A tanti dolori si unirono tristi fenomeni naturali quali il terremoto nella notte del 20 febbraio 1525, la carestia del 1540 dovuta alla siccità, in quanto nell’inverno non cadde pioggia o neve e l’estate soleggiò torrida arrestando la vegetazione. Diluviò nell’autunno del 1542 e nel 1543 nembi di cavallette brucarono frutti e fronde ed erano così numerose, che, quando mancato il cibo, perirono, infestarono l’aria con le loro esalazioni.
Il Comune non era certo in floride condizioni, in estrema povertà si era già dichiarato nel 1584 a Carlo Emanuele I, ad immiserirlo di più venne nel 1592 il Lesdiguières, capitano ugonotto, convertitosi nel 1622 al cattolicesimo, sceso in Piemonte per vendicare da parte del Re di Francia sia le ambiziose imprese del duca di Provenza, sia l’occupazione del marchesato di Saluzzo fatta nel 1588 da Carlo Emanuele I.
Gli effetti della occupazione di Osasco fatta dal Lesdiguieres furono tristi, così termina il 1500 e si apre il 1600 altrettanto infelicemente.
Una lunga serie di guerre furono i cinquant’anni di governo di Carlo Emanuele I, dal 1580 al 1630. A queste venne ad aggiungersi nel 1630 la peste.
Dal 1646 si susseguirono tre scomuniche e non bastando fu lanciato l’interpello, pena grave della Chiesa, che venne riconfermato l’anno successivo, non risulta quando sia cessato, ma nel 1689 il popolo chiedeva perdono a Roma a Papa Innocenzo XI, il quale mentre rinnovava l’assoluzione da ogni scomunica, fu largo di favori spirituali.
Nel 1655 Osasco soffre dei danni della ribellione dei Valdesi, prima per parte dei soldati che andavano a combattere gli eretici in Val Pellice, e dopo per parte degli eretici. Gli abitanti da Osasco dovettero fuggire per le minacce degli eretici ribelli e quindi dovette intervenire lo “Squadrone di Savoia”.
Proprio ad Osasco nel 1655 venne ucciso il capitano valdese Jahier, il quale aveva fatto strage a San Secondo e tentò anche di sorprendere Osasco.
Tra il 1690 e il 1692 Osasco subisce il passaggio delle truppe del Catinat, che hanno ridotto il paese in totale rovina, portando via tutto, chiedendo una contribuzione alla popolazione di lire 8.000 dietro alla minaccia dei incendiare il paese.
Osasco nel 1700 vede l’occupazione dei suoi territori da parte dei francesi per la lotta per la successione di Spagna.
Gli anni che seguirono il 1706, anno della vittoria sui francesi a Torino, costata l’eroico sacrificio di Pietro Micca, non furono più un continuo assillo di alloggiamenti di soldati e di saccheggi, ai quali si dovevano aggiungere gravose contribuzioni in denaro.
E’ noto come sul finire del ‘700 sorse in Francia una terribile rivoluzione, il cui scopo principale era di dar l’ultimo colpo al feudalesimo.
Avanzi di feudalesimo non mancavano ad Osasco e, anche qui in forma diversa e più mite della francese ebbero il colpo di grazia, ma solo per pochi giorni.
A partire dal 1798 Osasco vede l’annessione alla Repubblica Francese, l’invasione delle truppe liberatrici austro-russe ed il ritorno sotto il dominio francese tra il 1800 ed il 1814. Pochi documenti relativi a questo periodo si trovano nell’archivio del Comune di Osasco, ma da un censimento proposto dal governo francese Osasco nel 1801 risulta essere di 762 abitanti, dediti per lo più all’agricoltura, con cultura principale quella dell’uva, con una filatura, un mulino a due ruote un battitore da rusca, da canapa ed un martinetto.
La vita pare fosse in questo periodo relativamente tranquilla.
Tuttavia nel 1808 un funesto e spaventoso terremoto causò danni considerevoli. Le prime scosse si avvertirono il 2 aprile e fino al giorno otto furono più di quaranta le scosse, diradandosi per poi riprendere con forza il 12 maggio. Le scosse non cessarono mai del tutto e durarono per circa sette mesi.
Il popolo osaschese, come tutti gli altri popoli, stette in quegli anni attonito a contemplare la stella di Napoleone, e, quando questa tramontò, non la rimpianse, ma fu contento di rivedersi di nuovo sotto il governo sabaudo.
Vittorio Emanuele I, succeduto nel 1802 al pio re Carlo Emanuele IV il 20 maggio 1814 entrò, tra l’entusiasmo del popolo in Torino, e il giorno dopo, come se la rivoluzione e l’impero non fossero mai stati, pubblicò l’editto col quale ordinò che ogni cosa venisse reintegrata “sul piede in cui era prima dell’epoca della rivoluzione”. E su questo “piede” a Osasco si radunò il 2 luglio 1814 di nuovo il vecchio consiglio comunale, il quale si accinse subito a restaurare le cose come prima. Ma una cosa era cambiata: la coscienza del popolo, che, rimasto vittorioso del feudalesimo, ora pensò ad una sistemazione generale: come la Chiesa, la nascita di istituzioni benefiche e si migliora l’industria.
Si sussegue negli anni ad Osasco un’intricata vita politica, specialmente nelle legislature che si seguirono dal 1848 al 1924.
Sorto nel dopoguerra il Fascismo trovò questo paese molto ben disposto ad accoglierlo, tanto più che questo prometteva la soluzione di un lungo e difficile problema: quello della ricostruzione della presa d’acqua sul Chisone dal ponte di Miradolo.
Intanto era avvenuta una grande trasformazione nella vita comunale, con legge in data 4 febbraio 1926 anche ad Osasco veniva affidata l’amministrazione ad un Podestà. Ecco che con R. Decreto del 14 maggio 1926 veniva nominato il primo Podestà, il quale prese possesso il 19 maggio, cessando da quella data le funzioni di Sindaco, della Giunta e del Consiglio comunale.
Con Regio Decreto del 18 ottobre 1928, Osasco veniva unito a San Secondo di Pinerolo. E’ solo nel 1947, quasi vent’anni dopo la sua fusione con San Secondo di Pinerolo, Osasco torna ad avere una propria municipalità.